SABATO DOPO SABATO

Quella volta era stata lei a scappare. Troppo difficile gestire quel groviglio di emozioni, belle
e inaspettate, che facevano a pugni col suo stato d’animo. Un momento difficile, due,tre vicoli ciechi. Chiunque sarebbe andato fuori di testa.
E infatti. Accadde.
Poi, una sera, bussò alla sua porta.
Aveva voglia di coccole.
“Ti va di abbracciarmi, nonostante tutto? Lo so, ho una testa di cazzo, ma mi sei mancato.”
Lui non rispose, spalancò le braccia e la accolse, sprofondando il viso tra i suoi capelli. Inspirò a fondo. Sapeva di buono, la stronza.
Passarono la notte in silenzio, avvinghiati. Non c’era nulla da dire.
Viversi, per quel poco che potevano.
Sapevano entrambi che l’uno e l’altra sarebbero fuggiti, ancora, tornati, ancora. A modo loro si amavano.
Un peu, beaucoup, énormement…
A modo loro. Sbagliato, malato, disperato.
“Il sabato è nostro, a dispetto di tutto. Il sabato, esistiamo solo Noi.”

SABATO1

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