SILENZIAMORE

Era un giorno nero, in un periodo buio.
Lui era sempre stato di poche parole, anzi, a dirla tutta: taciturno.
Non si sa se con lei o con tutti, se per lo sterile mezzo di comunicazione che usavano, o altro. Mai l’aveva capito e mai l’avrebbe fatto, temo.
Anche perchè, per lei, era così naturale esprimersi per iscritto: trasferiva immagini, sensazioni ed emozioni in parole… Fiumi di, a dirla tutta.
Seccante, per un uomo tanto impegnato e allergico al “virtuale”.
Tantè, lei amava raccontarglisi. Sperava sempre in uno scambio, ma era un lungo monolgo intervallato da brevissimi attimi di intimità emotiva reciproca.
Come quel giorno.
Lui era… Triste? Disperato? Smarrito? Chissà.
Mai come in quel momento avrebbe voluto sollevare la cornetta, saltare sul primo aereo, essere, stare, rimanere: CON LUI.
Poi, decise di rispettare il suo momento di dolore.
E lo fece nell’unico modo che lui avrebbe apprezzato. L’unico modo che non le si addiceva per niente.
Con il silenzio.
Un silenzio così carico d’Amore che lui non poteva non percepirlo, nonostante i chilometri.
Quel giorno, lo amò silenziosamente.

vasca

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