TI AMO MA…

L’ennesima sfiancante discussione. Toni moderati, parole come stiletti affilati che ognuno cercava di infilzare nel punto debole dell’altro.
Un gioco al massacro di raffinata perversione.
“Ti amo ma…” Una contraddizione in termini. L’amore non conosce se nè ma. L’amore non pone domande, non richiede chiarimenti, non necessita di spiegazioni.
(Ti amo ma… se sparissi nottetempo ne sarei sollevata.)
Sfibranti confronti, inutili giochi di potere… “Senti, io esco a prendere una boccata d’aria. Soffoco.”
Lui le fu addosso in un istante, le afferrò i polsi e la spinse in un angolo, baciandola con spietata passione, le sue mani a riprendere possesso di ciò che non era più suo. Non più. Lei rispose al bacio con la disperazione dell’ineluttabile fine di quanto più caro avesse al mondo. Quel noi che era stato il suo porto sicuro.
Si aggrapparono l’un l’altro come due naufraghi ad una scialuppa di salvataggio che imbarcava acqua. A litri. Annegarono in un amplesso furioso. C’erano rabbia rimpianto ricordi paura… E un senso di casa.
Fu l’ultima volta che scoparono.
Dopo, avvinghiati in un abbraccio da togliere il fiato, si guardarono con imbarazzo.
Ti amo ma… È finita.

MA FINE

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