TOGLI I SE E DAMMI UN QUANDO

Raccontarsi non è lamentarsi.
La tua vita non va come vorresti?
Sei infelice, insoddisfatto, tutto gira storto e l’unico polo positivo è quello delle batterie nella reflex?
Rifletto.
Qui va tutto allegramente a rotoli. Mi lascio vivere giorno per giorno, uno la fotocopia dell’altro, e non ho più controllo nè autonomia su nulla.
Sono sfiduciata e impotente. Forse proprio come ti senti tu.
Ma è proprio nel buio più buio, nel nero più nero che tu mi appari come luce che illumina, fiamma che scalda, mano da afferrare, abbraccio in cui stringersi. (Spalla su cui piangere: si, spesso frigno. Noiosissima me…)
Tu non salverai me, nè io te.
E questo è il bello.
Nell’assurdo, il non poter ricevere assolutamente nulla mi conferma che sei Tu che voglio, nelle mie giornate no.
E che se ci fossi, se stessimo insieme, forse lo sarebbero meno.
Immagino e penso che Tu saresti, sei, sarai, la mia strafottente felicità.

MOLLETTE

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