“CERA” UNA VOLTA

Pioggia. Freddo. Fa freddo.
Brividi.
Voglio le tue mani a scaldarmi, carezze silenziose, sculacciate sonore.
Ma non basta. Freddo, ho troppo freddo accumulato, dentro.
Cera. Cera bollente. Rossa.
A coprirmi il ventre, scivolando sul pube. Qualche goccia che tarda a solidificarsi si insinua nel solco della figa.
Inizio a sciogliermi anch’io. Infiammami.
Creta tra le tue mani, modellami a tuo piacimento, usami. Penetrami. Fottimi.
Che il fuoco che mi divampa dentro conservi ciò che Tu hai creato.

CERA

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