L’AGO DI UN RAPPORTO SBILANCIATO

Sabato pomeriggio chiacchieravo con una lucertola. Lei prendeva il sole su un cumulo di pietre, io fumavo una sigaretta, appoggiata al muro. La radio suonava una canzone che mi dedicasti in un remoto passato.
Mi sentivo come in uno di quei film in cui la protagonista si trova persa nel bel mezzo del nulla, nel deserto dell’Arizona, in fuga dal mondo.
Le parlavo di te, sai? Parlo sempre di te, a chiunque.
Lei mi guardava attonita. Credo che questa sia la reazione di chiunque ascolti la nostra (non) storia, il mio amore fatto di emozioni vissute e descritte come in un romanzo.
Noi: una pagina bianca, da riempire a mio piacimento. Ho fatto del nostro amore un’opera d’arte surrealista.
Tu, lo specchio dei miei vorrei. In cui riversare i miei desideri, non pensando che poi mi sarei trovata a fare i conti con me stessa. Le mie fragilità, le mie insicurezze, i miei tormenti.
Tu, l’ago avvelenato che mi ha punta, infettandomi di te.
Ora vago in preda alla mia follìa…
Parlando di te a gruppi di lucertole.

AGO

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