(P)OSSESSO

So che ogni tua risposta sarà sempre più sprezzante, fino al momento in cui sentirai che palpito. Un attimo prima dell’oblìo, mi concederai una carezza. Una. Piccola.
Lasciata cadere come per caso.
Sai che è un gioco perverso, io che è un gioco al massacro.
Sorriderò per un brevissimo istante, tu ghignerai soddisfatto.
Ripiomberemo nel silenzio.
Fino alla prossima volta.
Piccoli passi verso la consapevolezza, senza però riuscire a spezzare l’ultimo brandello del filo che mi lega all’unico che mi fa sentire viva, col dolore.
So che mi fa male, ma ogni volta ne chiedo un’altra dose, più piccola.
Meno spesso.
Ne centellino ogni goccia.
Come una tossicodipendente consapevole che la sua dose è agli sgoccioli. Che anche tutta questa sofferenza si sta esaurendo, purtroppo.
Che ogni volta farà meno male.
E non potrò più crogiolarmici, goderne.
Ma,senza, sono morta.

(Il dolore. L’unica cosa tua che ho.)

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