QUESTO NON E’ UN FILM

Brancolo nel buio, in un corridoio con un’ infilata di porte sbarrate. Ho bussato, bussato e bussato, graffiato il legno e l’acciaio. Porta blindata.
Ho urlato e pianto e sussurrato. Infine, ho taciuto. Ho taciuto fissando la serratura sigillata, senza nessuno spiraglio di luce, sperando che quella maniglia si muovesse. Click… Il corpo proteso. L’orecchio incollato.
Sei lì, sei lì dietro?
Se fosse un film americano, saremmo entrambi appoggiati alla stessa porta, ognuno dal suo lato… E tu, che mi hai spinta via… Tu. Aspetteresti di non percepire più i miei respiri, sospiri. Tenderesti l’orecchio e, al suono dei miei passi che mi portano via da te, mi rincorreresti. Mi afferreresti per un polso attirandomi a te.
“Non te ne andare. Non so darti ciò che vuoi ma non posso perderti. Resta…”
Ma questa non è una commedia americana. Questa è la realtà…
E Noi non ci siamo.

reality

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