SCOSCESE SCOGLIERE

Lo scoglio della lingua è più facile da superare rispetto agli specchi su cui mi sono arrampicata per tutto questo tempo.
Tu sei stato Everest da scalare, abissi in cui sprofondare, acque torbide in cui non annegare. Annaspavo cercandoti tra righe risicate, tendendo la mano ad un simulacro inesistente, aggrappandomi a dei forse… Dei ma, dei se. A milioni.
E se non contano le parole ma i fatti, ho avuto poco delle prime e nessuno dei secondi.
Il desco imbandito svaniva come un miraggio ad ogni mio passo… Indietreggiavi guardandomi negli occhi, dapprima sorridendomi divertito, poi con un ghigno beffardo, infine con una smorfia di malcelato disgusto.
Hai deciso che ne avevi abbastanza del tuo giochino. Mi hai messo di fronte ad una cruda realtà con parole taglienti. Quando avevi sempre asserito che ti piaceva leggermi. Che ero importante, che avevo un posto nella tua vita. Che c’ero! Va bene, mi sono arresa.
Me ne sono andata.
Ora devo fare i conti con me stessa e non permetterti neanche per un secondo di negarmi che, finchè è durata, qualsiasi cosa fosse, non me la sono inventata io.

alicebuco

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