EROS, ED È AMORE.

Era a letto, nuda. La carne bruciava a tal punto che il solo contatto con le lenzuola risultava fastidioso.
Prudevano e pizzicavano fin quasi a far male, sfregando sui capezzoli turgidi.
Il desiderio di lui si acuiva di ora in ora, diventando insopportabile.
Una voglia irrefrenabile di essere alla sua mercé, in balìa delle sue voglie.
Delle sue mani, della sua lingua, del suo cazzo. Della sua frusta.
L’eccitazione di provare il dolore tramutarsi in passione. Il desiderio di portare le striature rosse, a testimonianza di quanto loro fossero reali, i sentimenti tangibili, le emozioni condivise.
I segni, i baci, le carezze del Padrone.
Non desiderava null’altro che qualche ora con Lui. A servirlo.
Si accarezzò il seno, tirando e torcendo i capezzoli, immaginando che a farlo fosse Lui.
La mano le scivolò tra le cosce, a bagnarsi dei Suoi pensieri, le dita si fecero strada, scivolandole dentro, in un mare in burrasca.
Anima tempestuosa, corpo in fiamme, si lasciò andare all’immagine di lui che la teneva saldamente per i fianchi, affondandole dentro.
Ripetutamente, inesorabilmente.
Scopandola.
Le dita si perdevano tra le pieghe di quel sogno, procurandole un doloroso piacere. Dato dalla mancanza.
L’orgasmo la rapì in un tumulto di sensazioni violente.
Inarcò il bacino prolungando all’infinito gli spasmi che la sconquassavano, madida di sudore.
Il nome urlato, come ad invocarlo.

Nulla era più lo stesso, da quando c’era Lui.
Tutto era erotico.
Lui era Eros, il Dio dell’Amore.
Carnale.
Ma non solo.

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