EMANUELE.

Lui, con l’aria distratta, qualcosa che somiglia alla timidezza, lo sguardo sfuggente. Lui che si stringe nelle spalle e sembra uno scricciolo, dall’alto del suo metro e ottanta e ti fa venir voglia di cullarlo per placare le sue contraddizioni, le ansie, le paure, le incertezze e le indecisioni. Che ti fa venire voglia di dirgli: resta, quando tu sei una che di solito respinge tutti, tenendoli a distanza di sicurezza. Che ti colma di felicità, anche se non sai com’è fatta perché non l’hai mai provata.

Lui, che quando ti guarda ti fruga nelle più recondite profondità dell’anima, quando ti sfiora ti fa vibrare come una corda di violino, quando ti parla ti strega con il suono suadente della sua voce ancor di più che con ciò che ti dice.

E tu, tu lo seguiresti come fecero i topi e i bimbi col pifferaio magico… scapperesti con lui in capo al mondo, se solo te lo chiedesse, anche solo per un giorno, che “del doman non v’è certezza”, come scrisse qualcuno più saggio, profondo e talentuoso di me.

Lui, che quando sussurra il tuo nome ti fa sentire viva, vibrante e presente a te stessa, che ti centra, equilibra, innesca, sconvolge, stravolge, placa, completa, appaga. Lui che è tutto e anche di più.

Che sa essere il niente in cui estraniarsi, l’anfratto in cui trovare riparo dalle tribolazioni del quotidiano, l’abbraccio in cui perdersi, il bacio in cui ritrovarsi, lo sguardo in cui sprofondare e da cui non vorresti mai riemergere.

Lui che in questo preciso momento è l’amore della mia vita, perché la vita cambia ad ogni istante e non sappiamo ciò che ci riserva il futuro. L’amore della mia vita di adesso. Lui.

Non possiamo ipotecare amore ed emozioni, ma possiamo solo coltivarle sperando che crescano.

Se dovessi scegliere, il nostro amore dovrebbe essere come la gramigna. Infestante, resistente, imperitura, che l’amore non dev’essere un fiore delicato, facile da far appassire.

Dovrebbe essere come tempesta che infuria, vulcano che erutta, incendio che divampa, mutevole come duna di sabbia, poi calmo come laguna, profondo come oceano, resistente ed immortale come sequoia. Dovrebbe essere tutto e il contrario di tutto, racchiudendo la molteplicità della vita e sfidando erosione, cedimento, crollo, terremoto.

Mai sazio, mai parco, poi satollo ed eccessivo.

Dovrebbe essere un amore che non esiste e che bisogna inventarsi.

Un amore semplice e complicato.

Un amore da viversi.

Lui.

Tu.

(Illustrazione di Chiara Bautista)

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