IL DRAGO INNAMORATO. (Storie senza capo né coda)

Sei così bello, in questa penombra. Scorgo a malapena i contorni del tuo volto, accarezzato da una luce tenue, quello che vorrei fare adesso: seguire il contorno del tuo volto con la mano, ad occhi chiusi, per fissare nella mente le immagini che scorrono, pensieri fluidi che si aggrovigliano in un istante come chiome fluenti sferzate da un vento di tempesta e si trasformano in fantasmi, fantasie, sogni e desideri. Nodi indissolubili come le nostre anime che volteggiano da secoli in una danza antica che non si concluderà in questa vita, perché continueranno a cercarsi, trovarsi e perdersi in altre cento, mille, fino all’ultima in cui si fonderanno finalmente insieme, esplodendo in miriadi di scintille e generando una luce così abbacinante da far impallidire il sole.

Ad un tratto, tu sei San Giorgio che combatte il drago, brandendo la spada e proteggendosi con lo scudo dalle fiamme, e continua la danza della difesa e dell’attacco, della strenua lotta tra ragione e sentimento. Ti difendi da un amore in cui non credi, da una passione che non concepisci, da una tenacia che non comprendi.

Io tifo per la bestia: che incenerisca ogni resistenza, che mandi in fumo le armi, che sciolga corazze, armature e ogni sorta di difesa. Che abbrustolisca e carbonizzi la carne viva, che porti allo scoperto il tuo cuore pulsante, te lo strappi dal petto e lo divori, infine, per diventare tutt’uno con te. Vittima e carnefice, complici di un meraviglioso gioco al massacro. Che il tuo cuore si ramifichi al mio, intrecciandosi in un groviglio di vene e arterie; il tuo sangue mischiato al mio a scorrere in un unico corpo. Diventare una persona sola, le due metà della mela finalmente unite, provare finalmente un senso di completezza e appagamento, una felicità inconcepibile dall’involucro terreno che è il nostro corpo mortale. Felicità senza limiti corporei, pura essenza di luce. Un amore, perfetto e ultraterreno degno degli Dei dell’Olimpo.

Vita e morte vinte dall’amore. Il mio per te: spontaneo. Il tuo per me. Il tuo per me? Domanda senza risposta.

Sei contraddizione in termini. Sei tutto e niente.

Sei ciò a cui dovrei rinunciare ma di cui non posso fare a meno.

Sei un coltello di burro che si scioglie sul mio petto fremente di passione e desiderio, unto e impossibile da lavar via, come il tuo odore sul cuscino, il tuo seme sul mio ventre, il sapore dei tuoi baci, l’ustione delle tue carezze, i lividi tra le cosce… il ricordo di te che non vuole andarsene.

E neanche io da te.

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