L’OVVIO.

Avete mai provato una felicità così intensa, così densa, così totalmente avvolgente da farvi sentire al sicuro da tutto, al riparo dal mondo: una felicità che nutre e disseta. Che conforta e appaga, che ti fa provare la felicità dell’essere felice.

Poche volte nella vita riusciamo a godere appieno della consapevolezza di ciò che stiamo vivendo: sono felice e so di esserlo. Cazzo.

Qui, ora e in ogni luogo. Qui, ora e in ogni tempo.

Qui. Ora. Con te e non grazie a te.

Avete mai pensato di vivere in una bolla, in un fiocco di zucchero filato, in una meringa ripiena di gianduia. Avete mai sentito fisicamente di poterla toccare, stringere, annusare, leccare, mangiare. E più ne mangi e più ne vorresti, perché tanto sai che lei si riproduce, si moltiplica, cresce, lievita, esplode e non finisce mai. Mai.

Io si. Io l’ho provata.

Come quella stronza di Alice nel Paese delle Meraviglie, che si è bevuta, oltre a intrugli vari per crescere, rimpicciolire, pure questa massima consolatrice.

Alice: “Per quanto tempo è per sempre?” Bianconiglio: “A volte solo un secondo.”

Ma che vada a farsi friggere, quello stupido coniglio!

Quando hai la fortuna di provare una felicità così assoluta, delirante, appagante, completa, immensa, meravigliosa, perfetta, irreale, fantastica, aliena e accorgertene nel mentre, beh, hai vinto un terno al lotto. Uno di quelli da mandare in fallimento la Banca di Stato.

Puoi decidere di incassare la vincita, nascondere il biglietto tra le pagine del tuo libro preferito o strapparlo in mille pezzettini, farne coriandoli di sogni impossibili e gettarli dal finestrino di un’auto in corsa.

Vaffanculo alle botte di culo: siamo nati per soffrire, allora facciamoci del male. Fino in fondo.

Vaffanculo all’inaspettato, all’inatteso, al fuoriprogramma, vaffanculo alla speranza.

Meglio un dolore sordo che la fortuna cieca,

meglio un dolore sordo di una chiassosa felicità.

Un cuore che batte all’impazzata disturba il torpore della razionalità. Due occhi che ti penetrano ti fanno sentire troppo nudo. Due mani che ti sfiorano ti fanno rabbrividire. Un sorriso solare abbaglia a tal punto che nessun occhiale da sole può proteggerti. Una risata cristallina può far andare in pezzi il tuo guscio.

Un abbraccio può farti sentire in trappola. Un bacio può rubarti l’anima.

Allora, per paura di perderla, un giorno, questa maledetta felicità, la spostiamo nella cartella cestino.

Adesso.

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